C’era un tempo in cui la storia si studiava, si interpretava, al massimo si discuteva. Oggi, invece, si può anche scommettere. Non in senso figurato, ma letterale. In un’epoca che ricorda da vicino quell’“interregno” descritto da Antonio Gramsci, dove il vecchio ordine fatica a morire e il nuovo non riesce a nascere, la realtà sembra aver trovato una scorciatoia: trasformarsi in un mercato.
Quando la distopia diventa una piattaforma
Tra i fenomeni che Gramsci non avrebbe potuto immaginare c’è Polymarket, un mercato delle previsioni basato su blockchain e criptovalute dove si può puntare praticamente su tutto. Dalla cattura di leader politici agli esiti elettorali, dai conflitti internazionali alle serie TV, fino al numero di tweet mensili di Donald Trump. Un gigantesco tabellone di quote che trasforma l’incertezza globale in opportunità di profitto.
Geopolitica, ma con payout
Negli ultimi mesi la piattaforma è finita spesso al centro delle discussioni online. C’è chi ha guadagnato centinaia di migliaia di dollari scommettendo su operazioni militari e chi ha puntato contro il ritorno di Gesù sulla Terra, ottenendo rendimenti degni di un titolo obbligazionario. Il messaggio implicito è chiaro: anche l’imprevedibile può essere monetizzato, basta assegnargli una probabilità.
Cos’è davvero Polymarket
Al di là delle provocazioni, Polymarket è un prediction market decentralizzato. Gli utenti comprano e vendono “azioni” che rappresentano la probabilità che un evento accada o meno. Se l’evento si verifica, le azioni Sì valgono 1 USDC, quelle No zero. In caso contrario, il risultato si ribalta. Il tutto avviene usando la stablecoin USDC e un wallet crypto, senza intermediari tradizionali.
La borsa delle probabilità
Il prezzo delle share non è deciso da un bookmaker, ma dalla domanda e dall’offerta. Più persone credono in un evento, più la sua probabilità sale. Pagare per esprimere un’opinione spinge molti utenti a basarsi su informazioni concrete, rendendo il sistema, in alcuni casi, sorprendentemente accurato. Non a caso Polymarket ha superato i 10 miliardi di dollari di volume di trading nel 2025.
Dalla disinformazione al mainstream
La piattaforma nasce nel 2020 da un’idea di Shayne Coplan, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la disinformazione: meno opinioni gratuite, più previsioni con una posta in gioco. Dopo sanzioni, blocchi e indagini, Polymarket è riuscita a rientrare in scena, vivendo il vero boom durante le elezioni USA del 2024, anche grazie all’attenzione di Elon Musk. Il passaggio definitivo allo status di attore “serio” arriva con la partnership con Dow Jones.
Il lato oscuro delle scommesse globali
Qui iniziano i problemi. Polymarket permette di scommettere anche su eventi drammatici: guerre, vittime, escalation militari. In questi casi il confine tra previsione e cinismo si fa sottile. A ciò si aggiungono sospetti di insider trading, attacchi hacker e il ruolo delle cosiddette whales, grandi investitori in grado di influenzare sia i mercati sia i meccanismi di risoluzione delle dispute.
Informazione o gioco d’azzardo evoluto
I sostenitori della piattaforma insistono nel presentarla come uno strumento di intelligenza collettiva, più affidabile dei sondaggi tradizionali. I critici, invece, vedono un gigantesco centro scommesse travestito da innovazione finanziaria. In mezzo resta una domanda scomoda: se il futuro diventa una quota e la storia un asset negoziabile, siamo davvero più informati o solo più cinici?
13 Gennaio 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.l-editoriale.it/home.do?dettagli=scommettiamo-polymarket&key=1768322314
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.
editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la

Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...
__
Lettera aperta ai lettori, lettrici di PANTA-REI da parte di Luigi Canali
Presidente della Fondazione
Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)
PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
redazione I.CO.E.
Via Giusué Carducci, 10 - 00187 Roma
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp
© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™