A centovent’anni dalla scoperta della tomba intatta di Kha e Merit, il loro racconto torna a completarsi. Dal 14 febbraio, il Museo Egizio di Torino accoglie due prestiti eccezionali provenienti dalla Francia: il Pyramidion custodito al Musée du Louvre e il Libro dei Morti di Merit conservato alla Bibliothèque nationale de France. Un evento che unisce ricerca, memoria e cooperazione internazionale.
Un ricongiungimento storico dopo 120 anni
Il 15 febbraio 1906 l’archeologo Ernesto Schiaparelli, allora direttore del Museo Egizio, scoprì nella necropoli di Deir el-Medina la tomba intatta di Kha e Merit, catalogata come TT8. Una scoperta straordinaria che ha restituito uno dei corredi funerari meglio conservati dell’antico Egitto.
Oggi, grazie ai prestiti francesi, si riuniscono elementi separati da oltre un secolo, completando il percorso espositivo recentemente riallestito.
Il Pyramidion e il Libro dei Morti, tasselli fondamentali
Il Pyramidion di Kha, elemento architettonico posto in origine sulla cappella funeraria, e il Libro dei Morti di Merit, testo rituale essenziale per accompagnare l’anima nell’aldilà, arricchiscono la narrazione biografica dei due sposi vissuti circa 3500 anni fa.
Il Libro dei Morti, con le sue formule e invocazioni, rappresenta una delle testimonianze più significative della spiritualità egizia.
Ricerca condivisa tra Torino e Parigi
L’arrivo dei reperti è anche il risultato di una collaborazione scientifica tra il Museo Egizio, il Musée du Louvre e la Bibliothèque nationale de France. Le ricerche sui due Libri dei Morti di Kha e Merit sono state condotte seguendo un protocollo comune sviluppato insieme al Cnr Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale.
Un esempio concreto di come la cooperazione internazionale possa rafforzare la conoscenza del patrimonio culturale.
Un San Valentino tra storia e musica
Proprio il 14 febbraio, data simbolica per una coppia che non si è mai separata nemmeno nella morte, il Museo Egizio propone un’apertura serale straordinaria con il Silent Wi-Fi Concert del pianista Andrea Vizzini, dedicato a Kha e Merit.
Il giorno successivo, il direttore Christian Greco insieme ai curatori Susanne Töpfer ed Enrico Ferraris, e agli ospiti internazionali provenienti da Parigi, offriranno un approfondimento sui reperti e sulle più recenti scoperte scientifiche.
Un racconto biografico che attraversa i millenni
Kha e Merit, appartenenti alla classe dirigente di Deir el-Medina, il villaggio degli artigiani che decoravano le tombe dei faraoni nella Valle dei Re, riposano oggi a Torino circondati da oltre 460 oggetti. Sarcofagi dorati, mobili eleganti, tessuti finissimi, profumi in vetro e alabastro e persino il Senet, uno dei giochi da tavolo più antichi del mondo.
Con l’arrivo dei reperti parigini, il percorso museale si completa, intrecciando collezionismo antiquario e ricerca archeologica in una narrazione fondata su dati materiali e documentari.
I musei come rete europea della conoscenza
Come ha sottolineato Christian Greco, questi prestiti testimoniano la solidità delle relazioni scientifiche costruite negli anni con le istituzioni museali europee. Il ricongiungimento del Pyramidion e del Libro dei Morti di Merit dimostra che i musei non sono realtà isolate, ma nodi di una rete internazionale al servizio del pubblico.
Un messaggio che guarda al futuro, valorizzando la collaborazione culturale come strumento di crescita condivisa.
11 Febbraio 2026
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